Al "mio" Nonno Stefano

Si chiamano sentimenti fino a quando li tieni dentro.

Quando riescono a venire fuori, diventano ragionamenti.

Non riesco a immaginarti com’eri.

Ero ancora tanto, troppo piccolo.

Non riesco nemmeno a immaginarlo, cosa si prova quando noi, seppure così ci chiamano e ci dicono che siamo esseri umani, dobbiamo affrontare e andare in guerra per combattere contro quei maledetti brutti bestioni carnivori.

Quegli stramaledetti bestioni che ci girano intorno ancora oggi sebbene siamo già nel terzo millennio del ventesimo secolo.

Ancora oggi usano la stessa strategia.

Prima attaccano quelli che non ti aspettavi, quelli che non avresti mai detto e mai pensato.

Quando li vedi, li riconosci, te ne accorgi subito che hanno qualcosa che li corrode, che gli rode, che gli scava dentro.

Glielo leggi negli occhi.

Poi, girano intorno agli altri come hanno fatto con te.

Da vigliacchi.

Senza mostrarsi, in silenzio. Facendo finta di niente.

Quando meno te lo aspetti, ti si avvicinano fino a prenderti con il loro braccio stretto intorno al collo per strangolarti, e con le dita con le unghie lunghe, sporche di nero ti entrano in gola fino a farti mancare il respiro per soffocarti.

Poi, siccome non sono ancora abbastanza contenti perché non sono ancora sazi, dalla gola ti entrano dentro, fino a succhiarti budella e carni, finché resti lì, da solo con la tua anima e il tuo mucchio di ossa, in mezzo a gente che accende le candele mentre piange e prega  che non sai neanche tu cosa ci stai a fare.

Se stare lì ancora, o se vale la pena di andartene via come hai fatto in un giorno freddo di gennaio come oggi di tanti anni fa.

Hai fatto bene.

Io c’ero già, ma ero ancora tanto, troppo piccolo.

Credo però che se questo mondo fosse migliore, e lo stare al mondo, un mestiere un po' più facile, ogni bambino avrebbe il diritto di conoscere suo Nonno.

Così come ogni Nonno avrebbe il diritto di avere almeno un po' più tempo da passare con il suo nipotino.

C’ero già, lo sai ma ero ancora troppo piccolo perché ricordi, come mi raccontano, che impazzivi per me.

Sicuramente, da dove sei, avrai già capito meglio di me che a volte i sogni superano la realtà.

A volte ti sogno anch’io.

Così, era solo per dirti che se ti avessi conosciuto, pure io sarei impazzito di gioia per avere avuto la grande fortuna di avere avuto un Nonno come Te, Nonno Stefano. 

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Cremona 21 gennaio  - e un altro anno se ne è andato con il rimpianto di non avere mai conosciuto il "mio" Nonno Stefano