Aldilà che possono piacere o no i Sex Pistols

Achille e Attilio ogni mattina un quarto prima delle otto, negli spogliatoi del capannone di carpenteria artigiana dove lavoravamo come saldatori, dopo aver messo la tuta blu e il grembiule di cuoio li mimavano suonando accordi con chitarre immaginarie.

Ma certo che sapevo chi erano i Sex Pistols anche se nella mia collezione di compact disc e di vinili di quella band non c’era traccia.

Se c’era da ascoltarli li ascoltavo, anche se il loro punk rock non mi agitava, non mi attizzava.

Ho avuto modo di approfondire le loro gesta e la loro musica quando ho iniziato il training per diventare rappresentante della grande azienda tedesca per la quale avevo deciso di lavorare, affiancando Angelo (che poi sarebbe diventato un collega e dopo qualche tempo anche il “mio Ispettore di zona”).

Con l’Audi aziendale bianca andavamo a visitare i clienti: autofficine, carrozzieri, concessionarie d’auto, ed elettrauto della provincia bresciana proponendo un catalogo altissimo e pesantissimo fatto di prodotti e sistemi di fissaggio.

Angelo aveva tutta la discografia dei Sex Pistols in cd che teneva ordinata in una borsa sotto il sedile di guida.

Quasi introvabile, se l’era procurata, grazie all’interessamento del titolare di un negozio storico di musica del centro città che come noi, faceva la pausa pranzo al ristorante dell’Hotel Ambasciatori a Brescia.

Allora i commerciali non erano come quelli di adesso che non “staccano mai”, che pranzano nei bar con un panino o un tramezzino (perché non hanno neanche uno straccio di rimborso spese) con lo smartphone e il tablet  sul tavolo.

A tavola e nel dopo pranzo, in attesa di visitare il primo cliente del pomeriggio, non si parlava sempre necessariamente di fatturati, di numeri, di obiettivi di target, anche e soprattutto di calcio, di hobby, di cose della vita di tutti i giorni e anche  di musica.

Ricordavo quei bei momenti oggi sul divano quando, scanalando con il telecomando mi sono imbattuto in un documentario che narrava di loro.

I Sex Pistols.

La band inglese del “God Save The Queen”, quel riff clamoroso, forse fin troppo rumoroso che fece molto scalpore.

Una band grezza per i più, molto spesso scoraggiante, che è stata capace di andare contro e oltrepassare anche quello che i più definivano il senso comune.

Forse del rispetto?

Non si offendono mai le signore.

Figuriamoci una Regina.

"God Save The Queen”.

“Dio salvi la regina, non è un essere umano, non c'è futuro nei sogni dell'Inghilterra!"

La canzone più censurata di sempre uscita nel ’77 in prossimità delle celebrazioni del Giubileo d’argento della Regina.

La BBC ne vietò la trasmissione e nel giro di una settimana fu bandita in tutto il Regno Unito.

Quei quattro (per i più sbandati) ragazzi londinesi non si arresero.

Affittarono una barca che venne noleggiata a nome di Richard Branson, fondatore della famosa etichetta discografica Virgin Records e navigando il Tamigi suonavano cantando a squarciagola:

"God Save The Queen”

"Pretty Vacant"

"No Feelings"

Troppo aggressivi, troppo anti conformisti, una band per alcuni indegna di essere definita come precorritrice del punk rock.

Un momento tra i più clamorosi ed eclatanti di una delle band più controverse e discusse di sempre.

Un momento dei tanti momenti che hanno insegnato al mondo alcune caratteristiche fondamentali per avere successo che Angelo, appassionato dei Sex Pistols, con il suo approccio non aggressivo ma anti conformista, forse troppo per il management di una grande azienda, credo che avesse recepito:

la capacità di sapersi conquistare un proprio pubblico

esprimerle senza mai rinunciare alle proprie idee

no ai leccaculismi, non si può piacere a tutti, non bisogna a tutti costi piacere a tutti

l’essere unici non rinnegando mai se stessi.

Che i migliori lasciano sempre, sanno quando è il momento lasciare, sanno cosa lasciare.

Come fece Angelo quando lasciò la grande azienda per formarne una nuova, concorrente che lavorava con gli stessi clienti.

Come fece Johnny "Rotten" Lydon quando abbandonò i Sex Pistols per fondare  i Public Image Limited (PiL), una rock band ancora oggi tra le mie preferite.

Forse è per questo che i Sex Pistols, ancora oggi sono rimasti indimenticabili

[ e anche Angelo]

Almeno, per me 

Pop web site © Di calcio e d'altre nuvole


 

Sex-Pistolsjpg