Fenomena

Una carriera straordinaria nelle sale del liscio della Val D’Orda dove la idolatravano per le sue doti mistiche di ballerina.

Poi l’incostanza, giri di mazurke, polke, valzer lenti sbagliati cosi come sbagliato è stato quel taglio di capelli e il matrimonio con quel becco del Civetta che dopo neanche due anni l’aveva lasciata per la Giovanna.

Così è che Fenomena, la ballerina di liscio che credeva di essere un fenomeno, quella che non era capace eccetto quando diventava un fenomeno e che senza sprechi di umiltà credeva di essere la migliore, solo per una patacca vinta al “Festival del Tacco d’Oro” (e anche lì alla fin fine nessuno della giuria era d’accordo) dove si era esibita accompagnata da quella sgangherata orchestra di Triciclo e Balloncini si era trovata nuovamente disoccupata.

Anche il ballo liscio ha le sue regole, anche nel ballo liscio, soprattutto nel valzer lento,  alla fine conta quello che riesci a produrre e, nel caso di Fenomena poco, troppo poco.

Tra i tanti ballerini, grassi, nani, pelati, è vero che c’era uno che aveva messo gli occhi su Fenomena, ma lei ha preferito coltivare e difendere il suo orticello da quelle incursioni, ma appunto un orticello, quando quello li, l’agricolo che abitava , poteva metterle a disposizione delle intere praterie.

Così una sera, dopo tanto tempo, l’abbiamo rivista ballare tra coppie danzanti al tempo di tre quarti, nella balera vicino alla segheria, in una sera di un giorno di festa in cui anche il rumore degli amici fa male perché hai paura che la festa la facciano a te.

L’unica misera offerta era arrivata da li, 0,50 centesimi ogni ballo più un prosecchino offerto dalla casa.

Aveva la faccia che ha un tacchino nel giorno del ringraziamento, le chiedevamo come stava, continuava a ripeterci “sto bene e ho fiducia”.

 

Martedì 18 febbraio 2014 – anche Fenomena, che storia!