I Matti

Tornati da poco dall’ultima Festa di Auguri.

Da uno di quei posti che adesso chiamano strutture.

Quotidianità complesse non sempre così facili da comprendere.

Fatte di fatica, di impegno, di responsabilità e molto altro per chi ci lavora.
Di antipatie gratuite, colpi di schiena, nervosismi, rivalità per un niente, che avvelenano e intossicano le giornate di chi ci abita, seppur divisi per individualità.

E loro invece, li chiamano sempre i Matti.

Perché contestano

Sono ribelli, non amano e soffrono le regole

Disadattati.

Anche se vedono le cose in modo diverso, per loro è sempre lo stesso

Se ne fregano degli status quo, manco sanno cosa sono gli status quo, manco sanno cosa vuol dire.

Una Persona ci viene incontro, con gentilezza ci chiede a che ora e su che binario passa il treno per Novara.

E di binari, e di stazioni non ce ne sono.

Se sei attento e non ti fai ingannare dalle apparenze, capisci che anche qui, aldilà di ballare, di fare l’Albero col Presepe, di bere l’aranciata e mangiare panettone, pizzette e salatini in occasione delle Feste, si fanno tante cose.

Solo sembra che si facciano con più dolcezza, con più impegno, con più passione.

Più piacevolmente.

Una Signora, scusandosi (cerchera' comunque di fare in fretta, ci dice che se stiamo fermi,  ci mette un minuto) con un metro da sarta ci prende le misure, comprese le lunghezze delle scarpe e le scrive segnando tutto su un quaderno.

Un altra ancora con su un pigiama bianco, all' ora dell'Angelus, con si e no due gradi sotto zero, spalanca una finestra, si affaccia per darci un saluto e la benedizione in latino, così dice, capiamo meglio.

Lo reincontriamo nel salone dove c’è la Festa e ci chiede se ci è piaciuta, se è stato bravo.

Molto bravo.

Anzi, bravissimo.

Anche se puoi ammirarli, applaudirli, citarli, denigrarli, disapprovarli, fischiarli o glorificarli, che tanto per loro sarebbe uguale, nessuno si offenda, ma Binario, La Sartina e il Cardinale, quanto a bravura e simpatia, sono dei veri numeri uno.

Bravi anche a tutti; assistenti, infermieri, medici, operatori, parenti, personale di supporto, volontari ecc.

Grazie della bellissima giornata, soprattutto per averci sopportato.

Abbracci, saluti, e altre benedizioni sembravano non finire mai.

Porteremo con noi ogni giorno questo senso di leggerezza che in questa Festa ci hanno infuso come fosse una camomilla.

Loro.

Quelli che stanno nel posto sbagliato, che non possiamo ignorare facendo finta che non esistano,  perché anche loro sono parte dell’umanità.

E la migliorano condendola con il sale amaro della vita.  

Pop web site © Di calcio e d'altre nuvole - 7 gennaio 2020, alla Festa della Befana


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