I ragazzi non vanno via perché nella loro squadra giocano poco

Di certo non sono contenti, ci restano male, ma non è quello il motivo.

Vanno via e cambiano quando capiscono che per la Società non sono importanti.

Non bastano due semplici ciao quando arrivano per fare allenamento e quando, una volta finito, tornano a casa.

Bisogna fargli sentire che sappiamo che ci sono e che per noi sono importanti.

Una battuta, una chiacchierata, una stupidata qualsiasi dopo l’allenamento, ogni tanto una telefonata a casa per chiedere come è andato quel compito in classe o quell’interrogazione di cui abbiamo sentito ne parlavano negli spogliatoi.

Ci sono tanti altri modi per fargli capire che ci siamo quando hanno bisogno e che sulle persone della Società dove giocano possono sempre contare, che ci sono quando hanno bisogno.

Che possono contare su noi allenatori ancora di più, a maggior ragione, altrimenti cosa gli alleniamo a fare.

E con quelli più scarsi bisogna farlo qualche volta di più.

I ragazzi non cambiano Società, non vanno via perché nella loro squadra giocano poco.