Il Don Chisciotte della Val Calepio

Se n’è andato sconfitto dai mulini.

Li ha attaccati con coraggio ma in modo maldestro, tenendo lo scudo alto per non esserne ferito, così è che le pale questa volta l’hanno attaccato in basso, per le braghe e l’hanno fatto volare via.

Difendersi era il primo passo necessario in un ambiente, dove finire infilzati come San Sebastian martire non è difficile.

Serviva più tempo?

Non ne ha avuto poi così poco!

In un trabaco esigente, in un ambiente che ha atteso la lievitazione delle idee, purtroppo la torta è rimasta schiacciata nel forno e non si è gonfiata con le sue speranze, le idee di etica, di lealtà e di onestà.

Certo, l’ambiente non gli ha dato una mano, i suoi poi l’hanno mollato quasi subito dopo averlo seguito.

Forse già intuivano.

Così a cavallo di un ronzino, con il sacco pieno dei tanti errori, presunzioni e integralismi tipici di chi si atteggia a hombre vertical, fa mestamente ritorno verso la Val Calepio tra due ali di frottolisti, mercatanti, sbandieratori, sgobatori, tripudiantes e soprattutto di genti che han favorito la realizzazione della sua ennesima follia.

Don Chisciotte non ha resistito agli adoss adoss dei bergamaschi di città, gettando così la spugna facendo ritorno verso casa con un brivido che scorre, con il freddo che fanno i sogni che si sgretolano, i progetti che si smontano e i traguardi che si allontanano.

Don Chisciotte ha combattuto contro i mulini a vento, si è fatto più male lui che i mulini.

Toma altura Don, toma altura.

 

Pop web site © Di calcio e d'altre nuvole - Castelli di Calepio (BG) domenica 27 luglio 2014


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