In libertà

Fino ad alcuni giorni fa viaggiavo, incontravo persone, ci parlavo.

Adesso anch’io come fanno tanti, lavoro da casa in modalità smart working.

Lunghe telefonate,  video conferenze via skype.

Oggi con l’autocertificazione si può solo uscire per andare a fare la spesa e ritornare a casa.

Nonostante questa situazione, se guardo l’altra faccia della medaglia,  trovo mica male anche questi ritmi.

Prima non avevo avuto mai così tanto tempo per me, tante cose non le avevo mai fatte.

Adesso invece la vita, quella vera riparte.

Questa permanenza obbligata in casa credo che, tutto sommato finirà per farmi bene.

In casa ho tutto il giorno per stare con me stesso, senza tutti quegli impegni che si mangiavano le mie giornate: alberghi, aeroporti, stazioni, viaggi, campi di calcio, lavoro, ufficio.

Adesso invece, aperitivi magari davanti a un bel tramonto, colazioni all’alba, pranzetti e cene in terrazza, leggere, mettere musica, televisore spento (solo qualche telegiornale per le istruzioni e per guardare dei  bei film) e scrivere.

Finalmente pratico quello che ho sempre predicato godendomi questa inaspettata “libertà”.

Libertà che non è mai stata una conquista definitiva.
Libertà che cominci a perderla proprio quando inizi a darla per scontata.

Pop web site © Di calcio e d'altre nuvole - 25 aprile 2020, un XXV aprile in piena libertà



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