La magica suonatrice di piffero

Tempo fa, c’era un re che aveva chiamato alla sua corte, nel suo castello in Olza, più di cento suonatrici di piffero.

Ogni volta che c’era una festa o veniva celebrata una ricorrenza, dovevano suonare tutti insieme.

Una tale di San Giuliano Piacentino che non sapeva suonare, un giorno si presentò al re come una grande suonatrice di piffero.

Senza che lei suonasse, solo nel vedere la ragazza, il re ne rimase come incantato e fu subito molto contento di ammetterla nel gran numero delle sue suonatori.

Le trovò un alloggio alla sua corte, la sfamò, le diede delle nuove vesti, intimo fetish,autoreggenti, camicette scollate e minigonne nere in finta pelle.

Tempo dopo, quando il re morì, la regina che aveva dei vizi, decise che alle feste e alle ricorrenze avrebbe preferito sentire suonare le musicanti ad una ad una.

La falsa pifferaia, fu così costretta a fuggire precipitosamente, prima che giungesse il suo turno.

La storia della magica suonatrice di piffero ( anche se non era un travestito, non è da confondere con quella del Pifferaio magico) non è nient'altro che la storia di ognuno di noi, quando bara, quando non ammette di essere incompetente in qualcosa, quando è raccomandato, quando crede di essere sempre bravo bravo.

E’ la storia di quando cambia il contesto e scoprono che bravi non lo siamo. Nemmeno col piffero.  

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