MacMac

Grandine, neve, pioggia, sole, vento, non gli importa.

Arriva ogni mattina prestissimo al fiumicello, appoggia la vecchia bicicletta scassata sempre al solito posto, contro il muretto nel punto dove è più scrostato.

Si siede sull’erba, scioglie il nodo della borsina del supermercato discount, tira fuori un coltello, gli avanzi di pane vecchio e imitandone il verso (lo senti già quando non hai ancora girato l’angolo) richiama le papere, e fa colazione con loro.

Panino imbottito con le foglie.

Un po’ assomiglia all’uomo che parla ai carciofi ma non è lui.

MacMac parla solo alle papere



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