Mica siamo Sherpa

Vivere la quotidianità di questi tempi non è mai stato così difficile, è come scalare una montagna.

Te ne accorgi ogni giorno.

Ehi tipo:-

Hai una sigaretta? Ho mal di testa.

Ehi tipo:-

Hai un euro per un panino? Ho mal di pancia dalla fame.

Ehi tipo:-

Hai un euro? Ho sete, ho la gola secca, non riesco quasi a parlare, devo andare a comprare una bottiglietta d’acqua.

E’ giusto sì, tendere la mano agli altri, ma fino a un certo punto.

E noi mica siamo come Sherpa che dobbiamo camminare per forza caricandoci sulle spalle i pesi degli altri.

Perfino gli Sherpa (erano uomini “usati” come portatori fino ad alta quota) stanchi e, soprattutto per i cambiamenti sopravvenuti rispetto a quegli inizi si sono evoluti, modernizzati e riorganizzati.

E questo è un segnale abbondante di quanto di questi tempi, stanno cambiando le cose.

Non è una questione, non c’entra essere Cristiani oppure no.

Lo dice anche il proverbio: aiutati, che Dio ti aiuta.

Diversamente, non impari mai a camminare.

Se dai la stampella a qualcuno, impara a zoppicare.

Se gli spiani la strada togliendogli difficoltà e ostacoli, non riuscirà mai ad affrontarli da solo.

E’ come andare in montagna:

Devi essere allenato, altrimenti non ce la fai.

E anche se sei allenato caricarti sulle spalle i pesi degli altri ti fa inciampare, rallentare nel tuo cammino.

Non ce la fai.

Schiacciato sotto il peso dei  problemi degli altri, finiresti per fare del male prima a te stesso poi anche a loro.

Puoi insegnare a scalare.

Al massimo puoi regalare il caschetto, l’imbrago, gli scarponi, i chiodi, le corde con i  moschettoni.

Ma non puoi però pretendere di scalare una montagna con qualcuno in spalla correndo il rischio di sfracellarti.