Si stava meglio quando non c’era Google Maps

Una volta era facile e più bello perdersi.

Per trovare un paese, una via non c’era Google Maps.

Si andava ad intuito, si usava la memoria se in un posto c’eravamo già andati.

Ci si fermava anche per chiedere.

Si chiedeva per avere conferme anche se avevamo già studiava il percorso.

Si partiva prima, ma si arrivava lo stesso sempre e comunque.

Vero che era più facile sbagliare e perdersi, ma è anche vero che era più bello trovare la strada e arrivare a  destinazione.

Oggi perdersi è diventato quasi impossibile; c’è sempre quella voce gracchiante e perversa di quella signorina che ci sgrida :- hai sbagliato hai sbagliato, alla prima rotonda torna indietro e imbocca la terza uscita.

E’ solo dopo esserci persi, aver sbagliato da soli, essere andati a sbattere contro qualcosa che impariamo.

Ogni cosa che ognuno ha imparato è fondata sulle proprie esperienze, che non sono altro che le conclusioni che traiamo basate sui risultati concretamente acquisiti, dopo avere cercato, chiesto, provato, viaggiato e sperimentato, che ci aiutano a crescere, imparando a credere un po’ più in noi stessi, nel nostro intuito e nelle nostre capacità.

 

L’evitare di farci sbagliare con consigli e suggerimenti non richiesti, non ci aiuta a risolvere i problemi, ma tante volte a crearcene altri, molto più grandi.